IL GIORNO IN CUI HO TOCCATO IL CIELO (e mi è caduta la maschera)

“Buongiorno! E nel caso non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte.” È questo il saluto. Quello che Truman ripete ogni giorno nel suo Show. Ogni mattina lo stesso saluto, lo stesso sorriso. La stessa luce perfetta, le stesse strade ordinate, le stesse persone che sembrano volerti bene. Tutto al suo posto…almeno in apparenza. È tutto come ti è stato detto, come hai visto in giro che fanno gli altri, come i tuoi genitori ti hanno insegnato o la scuola ti ha educato: OK e allora dove sta il problema?

Il Silenzio Interiore

Dentro, sì il problema sta dentro di te. Dentro c’è un silenzio che pesa. Un’inquietudine leggera che si muove appena sotto la pelle. Come una nota stonata in una musica che conosci a memoria. Qualcosa non torna, anche se non sai ancora spiegarti cosa. Si inizia con una sensazione vaga. Un fastidio che cresce. Una parte di te che osserva in silenzio e si chiede: ma questa… è davvero la mia vita?

La Maschera Quotidiana

Potresti accorgerti di essere tu quell’uomo o quella donna che ogni giorno si sveglia e indossa un ruolo. Proprio come indossi una maglia, un paio di pantaloni, ti svegli e metti i panni di papà, mamma, moglie o addirittura di brava persona o persona semplice. Hai imparato ad essere razionale, forte, controllato, giusto, onesto, negligente. A costruire una vita che da fuori sembra perfetta: lavoro, relazioni, coerenza. Ti hanno detto chi dovevi essere. Cosa dovevi sentire. Cosa era giusto e cosa no. E tu hai imparato bene. Hai strutturato convinzioni forti, convinzioni che ti hanno protetto. Ma ora alcune ti stanno soffocando.

Hai modellato chi sei su ciò che gli altri si aspettavano. Hai fatto bene, non è necessario giudicarsi. Hai fatto il meglio che potevi, con le risorse che avevi.

Il Momento della Crepa

Ora… forse è arrivato il momento di ascoltare un’altra parte di te. Quella che non vuole più solo funzionare. Quella che vuole essere. Quel momento arriva.

Non ti accorgi di essere dentro un ruolo…finché qualcosa non lo incrina.

Ed è lì che tutto inizia. Comincia quando smetti di raccontartela. Quando abbassi il volume del rumore esterno e senti, davvero, come stai.

E non puoi più far finta di niente. Ti guardi allo specchio…e non ti riconosci. Vedi un volto che conosci, ma non ti assomiglia più. Una postura che racconta la fatica. Un sorriso che non si illumina, uno sguardo che ha dimenticato la luce.

E allora?

Come si esce?

Non si cambia vita in un istante. Si comincia a disegnare una nuova mappa. Si ricalcola la direzione. Si prende per mano quella parte di te che hai lasciato indietro e le chiedi: “da dove vuoi ricominciare?”.

Si inizia con un NO.

Con un SI sentito.

Con del tempo solo per te.

Con una parola che non hai mai avuto il coraggio di dire.

Con una scelta diversa: TU sei il centro.

Si esce rischiando. Anche di deludere, di non essere compreso, di perdere ruoli, riconoscimenti, punti fermi. Si esce lasciando andare: una convinzione, un’abitudine, un’identità che non ti rappresenta più.

Si esce anche tremando. Ma vivi. Perché poi succede, te lo garantisco, che un giorno ti svegli… e sei tu. Non quello che si aspettavano. Non quello che hai imparato a diventare. E allora non serve più fingere. Non serve più resistere. Serve solo respirare. E scegliere. Ogni giorno. Come Truman, quando arriva al bordo del suo mondo. Quando tocca quel cielo finto…e capisce che sì, fa paura uscire. Ma restare fa ancora più male.

Fai quei passi che portano verso di TE, svesti ogni ruolo costruito e fai vedere al mondo quanto sei meravigliosamente bello nella tua autenticità.

“Sii te stesso; tutti gli altri sono già stati presi.”

– Oscar Wilde

4 commenti su “IL GIORNO IN CUI HO TOCCATO IL CIELO (e mi è caduta la maschera)”

    1. Hai ragione , solo in apparenza è facile. Si può cominciare con piccole cose e se poi lo si sente davvero allora si , si deve mettere anche in gioco la propria vita vissuta . Dopotutto, abbiamo una sola esistenza ed è un nostro diritto aspirare a viverla pienamente. Ti auguro di coltivare forza interiore e fiducia in te stesso giorno dopo giorno.”

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